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31 Ago2017

La Majella brucia

31 Agosto 2017. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

L’estate 2017 è stata particolarmente tragica per la montagna, dopo il terremoto e la neve che hanno funestato l’Appennino centrale tra l’estate e l’inverno scorsi la siccità ha fatto il resto, i ghiacciai sono al minimo storico e un po’ ovunque incendi stanno funestando la penisola.

Tuttavia quello che sta succedendo in Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale della Majella, merita purtroppo un capitolo a parte, si va verso il dodicesimo giorno consecutivo di roghi con circa 3.000 ettari di bosco bruciati. Come viene riportato da Newstown, che a sua volta pubblica i dati della Sala Operativa Abruzzo dei Vigili del Fuoco, sono 7 i roghi tuttora attivi con una linea del fronte veramente impressionante. La cosa che salta immediatamente agli occhi è che la situazione attuale ha ben poco di naturale, gli inneschi ritrovati e la continua apertura di nuovi fronti fa ipotizzare un vero e proprio “piano di devastazione ambientale”. Basti pensare che sul Morrone, dopo la realizzazione di una linea tagliafuoco larga dieci metri e con 300 persone a controllare, che sembrava poter quantomeno arginare lo sviluppo dell’incendio, dopo solo 2 ore è partito un nuovo fronte alle spalle. L’ininterrotto sviluppo di nuovi roghi mette inoltre in difficoltà le operazioni di intervento, costrette a spostarsi continuamente da un luogo all’altro nonostante la presenza dei Canadair e gli elicotteri Erickson.

Come sempre accade però in questi casi la fase emergenziale non nasce “a caso”.

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03 Ago2017

Alta Felicità? Ci siamo stati, dateci tempo, ne scriveremo a modo nostro

3 Agosto 2017. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

Alpinismo Molotov si occupa da sempre di montagna, di conflitti sociali e di opere dannose e inutili, come il TAV. Questa estate abbiamo cominciato a riflettere su feste e convivialità in montagna. Ad Alta Felicità, dove la nostra presenza è stata massiccia, abbiamo trovato riunite tutte queste cose.

Inoltre la passeggiata al Seghino è stata guidata da Wu Ming 1 e Mariano Tomatis, il loro intento è stato lo stesso che anima il nostro collettivo: illuminare le escursioni con le parole e ritmare le narrazioni al tempo del passo, tanto che la «camminata-racconto» è stata descritta come l’incontro tra la memoria storica di Alta Felicità e il «passo oratorio» di Alpinismo Molotov.

Racconteremo alla nostra maniera i giorni di Alta Felicità, con un récit collettivo. Per dare un’idea di quali vibrazioni – good vibration! – potrete ritrovare trasposte nel racconto, ecco un breve commento a caldo di Inpuntadisella:

Al termine della camminata al Seghino, nel tratto di strada poco sopra al ponte, dopo le letture di Wu Ming 1 e i vari interventi, parecchi volti erano solcati da lacrime. Questa volta non era colpa del gas CS. Stavo risalendo dopo essere sceso a fotografare la scritta realizzata nel 2015 per ricordare l’anniversario della Battaglia del Seghino, la scritta recita «Ora e sempre resistenza». Poco dopo aver raggiunto le centinaia di persone che avevano affollato la strada che da Mompantero si snoda verso il Rocciamelone parte un coro:

Ora e sempre re-si-stenza
Ora e sempre re-si-stenza
Ora e sempre re-si-stenza
Ora e sempre re-si-stenza
Ora e sempre re-si-stenza

Normalmente in questi casi il numero di persone che scandisce le parole si affievolisce sempre di più finché non cala un silenzio imbarazzato. Questa volta tutti si sono fermati pressoché all’unisono, tranne una signora su una sedia a rotelle al mio fianco che dopo l’ultimo “Ora e sempre re-si-stenza” ha urlato: “ORA!”.

Quel “ora” a me è sembrata la sintesi del momento, non una mera commemorazione ma una cosa che stava accadendo lì e “ora”.

 

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01 Ago2017

O c’è il gasdotto o c’è tutto il resto. Intervista a Elena Gerebizza sul Trans Adriatic Pipeline (TAP)

1 Agosto 2017. Written by Redazione_am. Posted in Rizomi / Esplorazioni

L’associazione Re:Common da sempre si occupa di grandi opere inutili, distruzione dei territori, politiche energetiche.
Recentemente ha curato la pubblicazione di L’alleato azero, una graphic novel illustrata da Claudia Giuliani in cui è raccontata la storia di Khadija Ismayilova, giornalista che ha patito il carcere a causa del suo lavoro di inchiesta sugli interessi e i traffici di Ilham  Aliyev, presidente azero, e della sua famiglia. Il 20 giugno scorso abbiamo intercettato Elena Gerebizza, che di Re:Common è parte integrante, al CSOA Gabrio di Torino e le abbiamo posto delle domande sulla questione TAP e su L’alleato azero.

AM: Del TAP si è molto parlato a proposito del suo approdo sulle coste pugliesi, ma il progetto prevede di rifornire Nord Italia e Centro Europa, passando inevitabilmente per l’Appennino. A che stato di avanzamento è il progetto su questa parte, e quali sono gli impatti previsti? È vero che il gasdotto passa nell’area interessata dal sisma in centro Italia?

EG: Il TAP si ferma a Melendugno, almeno secondo la descrizione “istituzionale”, cioè la descrizione del progetto data dai governi e dal consorzio TAP. La verità è che se uno guarda veramente cosa stanno costruendo, questo corridoio che nasce in Azerbaigian – e che dovrebbe nascere addirittura in Turkmenistan, ma per ora non sono riusciti a trovare un accordo – arrivato in Italia, da Melendugno prosegue verso nord e cambia nome e quindi la VIA (Valutazione di impatto ambientale) ha un iter diverso, però di fatto è un corridoio unico che quindi punta a prendere gas dall’Azerbaigian – e da altri luoghi forse, perché l’Azerbaigian non ha le riserve che sostiene d’avere – e trasportarlo verso l’Europa. Un’Europa abbastanza indefinita, perché di fatto non c’è un bisogno reale che motivi la richiesta di questo gas. C’è l’idea di costruire un grande mercato del gas in Europa, idea guidata non dalla valutazione reale di quel che serve in Italia e negli altri paesi dell’Unione Europea, ma piuttosto dall’idea del “costruiamolo così ci facciamo i soldi”, facciamolo perché siccome sta finendo il petrolio abbiamo bisogno di trovare un’altra merce da rendere una commodity,  come viene denominata, in modo che possa essere una sorta di base materiale per costruire poi un ulteriore sviluppo dei mercati finanziari radicati sul commercio di gas.

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25 Lug2017

A sara’ fest ad Alta Felicità

25 Luglio 2017. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

Fra pochi giorni, dal 27 al 30 luglio, si terrà a Venaus un appuntamento importante (anche) per Alpinismo Molotov – il Festival Alta Felicità – a cui è doveroso dedicare un post, per varie ragioni. Innanzitutto parliamo di una festa costruita attorno a un binomio, a due parole d’ordine, due princìpi, che non solo condividiamo ma che idealmente con Alpinismo Molotov perseguiamo: alta felicità e bassa velocità.
Il senso profondo di questo binomio il movimento No Tav della Val di Susa, che organizza il festival, l’ha esperito, praticato e concretizzato in venticinque anni di conflitto e di lotta popolare in opposizione a una scellerata idea di sviluppo che vuole tutto – dalla mobilità alle singole esistenze – ad alta velocità.

Giunto alla seconda edizione, Alta Felicità è già un appuntamento fisso e atteso, con un cartello di spettacoli musicali che fa invidia ai più blasonati festival musicali ricchi di ospiti quanto di sponsor. E ancora performances e dibattiti, tutto in un’area naturale in cui spostarsi rigorosamente a piedi attraverso sentieri. Ad Alta Felicità partecipare è gratuito, ma siccome dei costi ci sono, se volete dare un aiuto leggete qui cosa e come si può fare.

All’interno di Alta Felicità quest’anno sarà ospitata anche la tendopoli apeina, il campeggio nazionale dell’Ape, dove saranno presenti delegazioni di ogni sezione e che proporrà un suo calendario d’escursioni. Tutto quel che c’è da sapere sul campeggio apeino potete trovarlo a questo link.

Altre scarpinate sono proposte nel programma dello stesso festival e tutte si svolgeranno a cadenza di “passo oratorio”, così come già durante la prima edizione del festival. Tutte le escursioni, con date e orari, possono essere visualizzate qui.

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14 Lug2017

Diverso il suo racconto: un récit collettivo della prima festa di Alpinismo Molotov

14 Luglio 2017. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo, In cammino, Récit

La festa di Alpinismo Molotov ha esondato.

Ci aspettavamo centoventi, massimo centocinquanta persone a cena venerdì sera: sono state oltre duecento. E spalti gremiti per le presentazioni e i concerti. Meno male che il Vis Rabbia ha gestito tutto senza problemi. Grandissimi.

Un mese prima dell’unicorno dei monti Sibillini, il centauro inverso del Musinè. Presagi della prossima festa di Alpinismo Molotov?

Ci aspettavamo di avere venti, trenta persone nelle escursioni. Per il Pertus sono partite più di novanta persone, arrivate in cima poche di meno. Continuavano a spuntare dalle auto e a imboccare il sentiero, così per più di mezzora. Prevedevamo di coordinarci mantenendoci in contatto visivo-vocale, invece ci siamo dispersi su tutto il versante in ogni modo possibile e immaginabile. Spiace dirlo, ma non fosse stato per un noto social media di messaggistica istantanea di gruppo staremmo ancora a cercarci nei boschi.

Ci aspettavamo che Mago Mariano sul Musinè ci parlasse di magia, suggestioni, cose che non esistono. Invece lui ha esordito dicendo che le cose che vengono credute ma non sono reali producono effetti reali. La sera prima un finto allarme in piazza a Torino aveva provocato morti e feriti reali. Magia nera, vera.

Ci aspettavamo continuamente un temporale da un momento all’altro, invece gli unici due che sono arrivati non hanno bagnato nessuno: il primo al rientro dal Pertus quando tutti erano già in auto, il secondo al Vis Rabbia ormai svuotato, striscione smontato, quasi tutti già partiti.

Ci aspettavamo che tutta l’organizzazione avrebbe traballato un po’, era la prima volta, nessuno ce ne avrebbe voluto. Invece, a parte la diaspora del Pertus, tutto è filato liscio, quasi perfetto.

Non ci aspettavamo, forse, di sentire l’interesse e l’affetto di così tanta gente che arrivava un po’ dappertutto. Salendo al Musiné si mescolavano i dialetti e le cadenze, Sicilia e Nordest senza soluzione di continuità. Neeeh?

Non ci aspettavamo che mancassero le parole per raccontare i tre giorni. Perché sono successe tante cose, tutto è andato molto meglio delle migliori previsioni, ma probabilmente le cose più importanti sono successe dentro di noi, più emozione che ragione, e siamo ammutoliti per un po’. Così invece di scrivere subito abbiamo aspettato il tempo di ascoltarci dentro e lasciar decantare. Adesso ci proviamo.

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06 Lug2017

Si può fare una festa in montagna? Il Solstizio ribelle dell’Anonima Coristi

6 Luglio 2017. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

di Filo Sottile

È sabato, termometro a quota 38 gradi, aria pesa e umida. Decidiamo di fare fagotto e di andare alla festa organizzata dall’Anonima Coristi a Bovile di Perrero (TO), val Germanasca. Chiudiamo le cose in sospeso a casa. Appendiamo una trentina di trecce d’aglio a seccare e partiamo.

Clicca sull’immagine per vedere la locandina nel dettaglio

Arriviamo a Bovile e tutto sembra immobile. E la festa? C’è una locandina appesa a una bacheca, ma null’altro. Mi inoltro a piedi nella parte bassa della borgata e incontro un uomo e una donna che hanno oltrepassato la settantina. Lui riempie dei cesti di verdure, lei se li carica e li porta via. Deglutisco, sorrido e chiedo: «Scusi, ma non ci dovrebbe essere una festa oggi da queste parti?»

Il tipo mi squadra per bene e con un accento piemontese cristallino mi risponde: «Sei anche te della banda?»

A me viene da ridere, ma non c’è sfottò, è solo sorpresa per quella sua cortesia così rustica. «In un certo senso…», rispondo.

«Vai su al bar…» dice lui, «gli altri son già lì» si sovrappone la donna. Ringrazio e ripartiamo. Ancora due minuti di auto e ci siamo. Sono le sei e venti di sera. Appena scendiamo dall’auto ci accoglie il canto. La sensazione di leggerezza e calore che mi hanno lasciato i due nonni della borgata di sotto si prende un maggiore spazio in petto.

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