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09 Apr2015

#AlpinismoMolotov Against Éliski

9 Aprile 2015. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

Il fenomeno dell’éliski sulle Alpi è diffuso solo in Italia (tranne che nelle provincie di Trento e Bolzano) e in Svizzera. L’Alpinismo Molotov è in completa antitesi con questa pratica, come si è potuto vedere da alcune notizie che abbiamo riproposto sul nostro tumblog. Qui riportiamo le nostre motivazioni del “perché no”.

È un’attività che porta benefici a pochissimi e reca disturbo a molti. Il trasporto in alta quota di pochi sciatori costringe intere valli a subire per molte ore il rumore degli elicotteri.

Gli animali selvatici, spaventati dall’apparizione dei velivoli a motore, si danno alla fuga. Impauriti, percorrono grandi distanze con un elevato e inutile dispendio di energie (fino a dieci volte rispetto a quando camminano) che può essere fatale – soprattutto in inverno (periodo di maggiore scarsità di cibo), durante il quale gli animali sono costretti a migrazioni giornaliere.

Il rumore spaventa e crea disturbo non solo agli abitanti ma anche a chi affronta silenziosamente i pendii con le pelli o le ciaspole.

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03 Apr2015

Picnic on Mount Musinè.
Seconda parte

3 Aprile 2015. Written by Redazione_am. Posted in Récit

Alpinismo molotov

L: Siamo in vetta, su un pianoro panoramico devastato esteticamente da un obelisco di 15 metri a forma di croce. Ho bisogno di qualche minuto per recuperare la respirazione, prima di apprezzare il luogo e il momento. Faccio la conoscenza con un altro giapster e assieme a Mariano ufficializziamo l’esperienza di alpinismo molotov autografando il libro di vetta, la cui pagina viene immediatamente twittata a testimonianza dell’impresa. Questo esorcismo ci consente di affrancarci simbolicamente dallo scomodo e indesiderato expopatrocinio citato pocanzi. Nel frattempo, la vetta si popola di mentalisti e di escursionisti. I mentalisti fanno parte del gruppo, a nostra insaputa. Nel tempo che trascorriamo in vetta esibiscono la loro perizia di magnetismo escursionistico, in una contaminazione che è ormai refrattaria a qualunque tentativo di classificazione. Per quanto riguarda gli escursionisti “altri”, spicca un bimbo biondo imbragato sulla schiena di un giovane papà, che ci umilia lamentando il tempo di salita eccessivo, 90 minuti (noi, zavorrati di spiritualità, ci abbiamo impiegato due ore abbondanti…).

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01 Apr2015

Fantasmi sulle montagne.
Wu Ming 1 per Internazionale

1 Aprile 2015. Written by Redazione_am. Posted in Rizomi / Esplorazioni

Giuseppe ScalariniSul sito di Internazionale a partire da martedì 13 marzo, con cadenza settimanale, è stato pubblicato un racconto-inchiesta in tre puntate scritto da Wu Ming 1 dal titolo Cent’anni a nord est, che ha come oggetto il «come si vive, celebra o non celebra il ricordo della prima guerra mondiale nel Nordest d’Italia».

La terza e ultima parte del reportage s’intitola Fantasmi sulle montagne e intreccia alcune riflessioni e letture che attraversano anche l’approccio di Alpinismo Molotov alla montagna: il rapporto tra le montagne e la loro narrazione, il recupero di storie dimenticate che sanno offrire una rappresentazione più complessa e ricca del ruolo delle montagne nella narrazione nazionale/nazionalista ancora oggi egemone;  libri come  Le montagne della patria di Marco Armiero – di cui è in programma la prossima pubblicazione di una recensione sul nostro blog – e Tristi montagne di Christian Arnoldi sono fra i volumi che hanno animato la discussione di quello che sarebbe poi diventato il gruppo che ha dato vita ad Alpinismo Molotov.

Per questa ragione vi invitiamo a leggere Fantasmi sulle montagne (e le precedenti puntate del racconto-inchiesta Cent’anni a nordest).

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30 Mar2015

Picnic on Mount Musinè.
Prima parte

30 Marzo 2015. Written by Redazione_am. Posted in Récit

In questo resoconto si incrociano récit relativi a due camminate sul monte Musinè: la prima esplorativa, ne scrivono Filo, Yamunin, Davide; la seconda spirituale, ne scrivono Mariano e Luigi. Entrambe sono decisamente Molotov. Mariano Tomatis sul suo blog aveva già pubblicato un primo resoconto della salita “sulle orme della meraviglia” organizzata per la manifestazione Torino Spiritualità, ma soprattutto aveva predisposto una preziosissima guida dal titolo Camminata spirituale sul Monte Musinè in cui sono raccolte le storie da lui raccontate durante l’ascensione – si può scaricare qui e, per chi ha buon occhio, contiene nella copertina un omaggio ad Alpinismo Molotov – oltre a una vera e propria estensione ipertestuale di queste storie – con documenti originali, materiali inediti e curiosità – intitolata Verso la cima del Monte Musinè. Ringraziamo il wonder injector Mariano.

Il post è dedicato a Peter Kolosimo, archeologo spaziale: grazie a lui è stato possibile diluire il tempo e trasportare le due escursioni in una dimensione atemporale.

A breve seguirà la seconda parte del récit. Buona lettura.

 

Partenza: campo sportivo di Caselette (378 mslm)
Arrivo: cima del Musinè (1150 mslm)
Dislivello: 772 metri
Tempo di percorrenza: 15 giorni (dal 7 al 21 settembre 2014, per la precisione)

 

Y: Ok, deciso: faremo una camminata esplorativa sul Musinè. Accompagneremo Mariano così che possa perlustrare la zona, raccogliere materiali per la camminata che ci sarà fra qualche giorno organizzata all’interno di Torino spiritualità. Mariano sostituisce Wu Ming 1 che si è infortunato sul Triglav. Ancora non sappiamo chi di noi altri potrà partecipare, ma questa è nostra, questa è esplorativa e molotov.
Faccio una veloce ricerca in rete: il Musiné, sembra un po’ meno impegnativo del Rocciamelone, è alta 1.150 m s.l.m. ma il dislivello è di 790 m. Di sicuro poi è un po’ più gustosa, a causa delle storie che le ruotano intorno, questa montagna la si vuole misteriosa.
Sarà il caso, mi dico, di drizzare bene le orecchie e ascoltare il canto dei sentieri. Ognuno ha il suo suono particolare, il suo canto. Il Musiné è una montagna sovraesposta. È il luogo di narrazioni strambe, alcune tossiche altre invece liberano linee di vite. Ad esempio su un versante si racconta una storia nota a tanti, racconta – in breve – che Tav=Mafia.

Che storie nascondono questi sentieri? Quassù ci sono stati avvistamenti di croci fiammeggianti e fuochi fatui, qui – da quanto ho letto – l’acqua può scorrere addirittura al contrario. Il Musinè è la sede di una base aliena, qui si ritrovano o ritrovavano le streghe e fu luogo di esilio di Erode. Si possono fare incontri ravvicinati con gli alieni. È quindi un luogo di mistero, un luogo ricco di “energia cosmica” (il monte come punto radiante di linee ortogoniche) dove fantascienza e magia si uniscono e si confondono per, magari, mostrasi per ciò che sono: artificio per provocare stupore.
Le storie mi influenzano, caricano la camminata di aspettative, stuzzicano quella parte di me avida di racconti da ascoltare. Sarà Mariano colui il quale potrà dipanare qualche nube, sciogliere enigmi e stupire con il racconto.

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10 Mar2015

#AlpinismoMolotov al corteo #NoTav.
Un récit de descente

10 Marzo 2015. Written by Redazione_am. Posted in Récit

Il 21 febbraio scorso, alla manifestazione No Tav di Torino, c’era una nutrita delegazione di alpinisti molotov. Alcuni di loro (2 ruote di resistenza, Alberto Di Monte, Corrado Gioannini, Filippo Sottile, Luigi Suppo, Roberto Gastaldo, Simone Scaffidi Lallaro) hanno scritto le loro sensazioni e i loro ricordi. Ne è venuto fuori questo anomalo rècit d’ascension, anzi de descente. Le foto sono di Luca Perino.

 

Partenza: piazza Statuto, Torino, 255 mslm
Arrivo: piazza Castello, Torino, 252 mslm
Distanza: 1,4 km
Dislivello: – 3 metri
Tempo di percorrenza: 2 ore circa

1.

RG: Si torna a camminare, con le solite bandiere. La manifestazione di fine inverno rischia di diventare un’abitudine, anche se dall’anno scorso è cambiata la location, Torino anziché la valle, e in parte sono cambiati anche gli obiettivi. Sì, perché fermare il progetto TAV è ormai cosa fatta, i suoi faccendieri si stanno già dividendo tra chi si affanna a scavare gli ultimi denari fino alla sirena finale, e chi si discosta e spolvera prima, cercando di ripulire una facciata da rigiocarsi altrove. Ora quel che dobbiamo fare noi è non lasciare soli quelli che sono rimasti a tiro del rabbioso fuoco di frustrazione dei guardiani della sacra Grande Opera, ed è per questo che siamo qui.

FS: Saremo in dieci, la sezione occidentale di Alpinismo Molotov quasi al completo, potremmo addirittura farci lo striscione. Nella mailing list gira l’idea di raccontare del corteo come fosse una delle nostre camminate in quota. Sarebbe un récit de descente, sono meno tre metri di dislivello fra partenza e arrivo secondo i rilievi satellitari. Ma la domanda che ci facciamo a più riprese è: ha senso?
La mia compagna e io ci prepariamo per uscire di casa. Mantella, k-way, un cambio completo per la piccola, un thermos di tè, una bottiglia d’acqua, qualcosa da sgranocchiare. Ne viene fuori uno zaino da montagna pieno. Lo guardo e mi chiedo: questo è alpinismo molotov?
Quando arriviamo al concentramento scruto le calzature e faccio una statistica: due persone su cinque hanno gli scarponi da montagna. Prima lo zaino, ora gli scarponi, è sufficiente a giustificare il desiderio di dire la nostra su questa giornata?

2RR: La prima sortita di #2RR con Alpinismo Molotov avviene “in casa”, a  Turin: pazienza! Avremmo preferito una ben più salutare camminata nel  cuore della Valle ribelle, ma ci sembra giusto fare “gli onori di casa”. Chi non è mai andato a una manifestazione No Tav non sa cosa si perde. Quando sono in Valle si trasformano in feste, e sono forse la più alta  manifestazione della Politica che esista oggi in Italia (forse, non  siamo mai stati alla manifestazioni No Muos): Politica con la P  maiuscola, nel senso di partecipazione popolare, “il problema degli  altri è uguale al mio, sortirne da soli è avarizia, sortirne insieme è  politica” diceva Don Milani, “si parte e si torna insieme” dice il  movimento No Tav.

LS: Difficile sfuggire alla tentazione di scrivere banalità, tanto più dopo il confronto interno in merito alla molotovità (lo so, non si può proprio leggere, ma lo scrivo lo stesso) della partecipazione di Alpinismo Molotov. Io temo di dover confessare la mia incapacità di legare razionalmente Alpinismo Molotov e la “celebrazione della partecipazione”. La condivisione delle tematiche No Tav non è in discussione da parte di nessuno di noi, credo, tanto è vero che costituisce parte integrante del manifesto. E già questo giustifica la partecipazione, che nel mio caso particolare, è anche un modo di raccordare volti e nomi. Non è alpinismo? Probabilmente no, ma se questa fosse una conditio sine qua non, dovrei dimettermi seduta stante da Alpinismo Molotov, dal momento che io non sono un alpinista, bensì un escursionista, e nemmeno dei più prestanti. Non è molotov? Non so rispondere, non ricordo se negli scritti che sono girati compare una definizione tecnica di “molotov”.

2RR: A Torino le manifestazioni sono sporche. Foriere di agguati  vigliacchi. Tre anni fa un imponente spiegamento di polizia non ha  “saputo” fermare quattro scritte sui muri, che solerti velinari hanno  gabellato per “oltraggi alla memoria di Norberto Bobbio” e ancora più  solerti politicanti si sono affrettati a sottoscrivere. Torino è la  città che ha ridato una carica dirigenziale a Spartaco Mortola, il Mr.  Molotov della Diaz. Che tenne fede al suo curriculum mandando le  divise a innaffiare di lacrimogeni i manifestanti che volevano tornare  a Milano. Un karma negativo sembra aleggiare sulla linea  Milano-Torino, come vedremo.

FS: Assistiamo allo smantellamento di Torino. Via le scenografie e i paraventi, si sbaracca e si svende quello che non serve. Sono mesi che il presidente della regione Chiamparino, il vate delle montagne olimpiche, dichiara che va tutto bene, ma bisogna sacrificarsi. Non si può più pretendere di avere i servizi nel raggio di 30 chilometri da casa e in tema di sanità bisogna riqualificare, ma risparmiando e giù la scure anche sulla cultura. La buona scuola invece fa da sola, niente o mazze o bulldozer, soffitti e intonaci crollano senza bisogno di aiuti ulteriori.
Il Tav costa 1600 euro al centimetro, 160 mila euro al metro, 160 milioni di euro al chilometro, 1,6 miliardi di euro ogni dieci chilometri. Ci vogliono venticinque chilometri di Tav per coprire il buco di bilancio che le Olimpiadi del 2006 hanno causato alla casse di Torino, ma sono sufficienti tre chilometri e mezzo a evitare il piano “riqualificazione e risparmio” per la sanità. Lo diciamo da qui, dalla capitale del gigantismo pubblicamente assistito, l’unica grande opera in cui crediamo è UGO.

LS: Tutto quello che posso dire è che, in mancanza di validi motivi, mi sarebbe dispiaciuto non esserci. Non è molto, mi rendo conto, ma è qualcosa. Insieme ai qualcosa dei compagni, farà un tutto. Nessuno si salva da solo.

FS: Ripasso mentalmente il pentalogo che ci tiene insieme e sì, in ogni punto trovo conferma. Per me vale la pena di raccontare di questa calata di valligiani che con passo oratorio invadono Torino.

Per attitudine e stile, prassi, sguardo sulla “montagna”, l’Alpinismo Molotov è ipso facto una pratica antifascista e No Tav.

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02 Mar2015

#AlpinismoMolotov
DefascistizzaRe il Monte Učka / Monte Maggiore

2 Marzo 2015. Written by Redazione_am. Posted in Récit

È stata riferita su Giap la sortita in stile alpinismo molotov di ieri – domenica 1 marzo – sulla vetta del Monte Učka / Monte Maggiore in Croazia. L’anno scorso un manipolo di neofascisti italiani ha inscenato sulla sua cima la solita pagliacciata di tetro revanscismo. Un gruppo di audaci ha deciso di portare su quel palco una diversa rappresentazione.

 

Alpinismo Molotov e ScaRamouche sul Monte Učka.

 

Per defascistizzare il Monte Učka si è palesata un’inedita alleanza tra i compagni di Alpinismo Molotov e Scaramouche: i primi hanno disinfettato la vetta lasciando sfogliare dal vento le pagine dei libri che si erano caricati negli zaini lungo la salita, mentre Scaramouche – indossata la maschera e brandendo lo Spirito di Marat – ha neutralizzato lo spettro del “porco fascista”. L’aria che si respira sul Monte Učka è tornata ora a essere respirabile.

Presto sul nostro blog un dettagliato resoconto della giornata.

 

La maschera del porco fascista abbandonata sul Monte Učka.

La maschera del porco fascista abbandonata sul Monte Učka.

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