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21 Apr2017

Gogna dixit.
Una via, un’intervista

21 Aprile 2017. Written by Redazione_am. Posted in Rizomi / Esplorazioni

La carriera alpinistica di Alessandro Gogna è iniziata a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Rapidamente l’elenco delle sue ascensioni si è arricchito, con un gran numero di prime ascensioni nella Alpi, oltre ad alcune importanti spedizioni internazionali, in Himalaya e in Karakorum. Vive nei primi anni Settanta la stagione del free climbing, della cultura della bassa quota, della cesura – dal punto di vista culturale quanto da quello tecnico – con l’alpinismo classico; partecipa, in sintesi, a quella stagione che ha preso poi il nome di Nuovo Mattino. A quella stagione risale anche il soprannome dato dai compagni d’arrampicata a Gogna: Capo. Evidentemente affezionato a questo nomignolo, oggi Gogna lo usa come nick name su Twitter.

All’attività alpinistica ha affiancato presto quella di curatore di guide, monografie e testi sull’alpinismo e sulla sua storia. Guida alpina e fondatore di Mountain Wilderness, si è speso in molte battaglie ecologiste a difesa dell’ambiente  montano. Dalla fine del 2013 cura le pubblicazioni di GognaBlog, che «offre importanti e a volte esclusivi contributi alla cultura della montagna, sollevando e trattando temi di alpinismo, outdoor, ambiente, storia, avventura e libertà (di azione e di pensiero)».

Questa nostra breve presentazione non gli rende certo giustizia, ma la sua notorietà è tale fra chi è appassionato di montagne e alpinismo da poterci permettere di non aggiungere altro.

Alpinismo Molotov l’ha incontrato il 7 aprile scorso per quella che più che un’intervista è stata una conversazione rilassata e informale. Gogna era ospite alla Libreria PuntoaCapo di Pisogne (Brescia) – libreria per varie ragioni parte della nebulosa di Alpinismo Molotov – per presentare la riedizione del suo Cento nuovi mattini, un cult book edito nel 1981 e negli anni sparito dalla distribuzione e dalle librerie, ma sempre richiesto: un viaggio tra una selezione di cento vie d’arrampicata significative nella diffusione dell’arrampicata libera in Italia.

 

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20 Apr2017

Nel ventre di “Diverso il suo rilievo”, prima festa di #AlpinismoMolotov

20 Aprile 2017. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo, In cammino

Clicca sull’immagine per aprire la nostra pagina crowdfunding su PdB.

Ci siamo inchiodati, con l’avvio della campagna di crowdfunding per finanziare la prima festa di Alpinismo Molotov e l’ingresso nella fase operativa di messa a punto degli aspetti organizzativi/logistici della tre giorni al Vis Rabbia, abbiamo perso il passo – già irregolare – con il blog.
Il chiodo a cui ci siamo ancorati è però di sicurezza, la progressione della banda non è ferma a quella sosta, stiamo procedendo individuando il percorso di salita lungo la linea che più si confà all’ideale molotov, sondando appiglio dopo appiglio, con cautela, determinazione e slancio: è la nostra prima festa, tutto è da immaginare e poi traslare sul piano del reale, gli ostacoli emergono via via che si procede. Ma continuiamo a salire, i muscoli sono oramai sciolti e sempre più ci troviamo a nostro agio su questo terreno.

In attesa di nuovi post e di un puntuale aggiornamento sulla festa, abbiamo deciso di rompere l’incantesimo che ha pietrificato il blog per portarvi “nel ventre” di Diverso il suo rilievo, là dove la festa si sta costruendo.

Buona lettura.

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15 Mar2017

Diverso il suo rilievo. La prima festa di #AlpinismoMolotov

15 Marzo 2017. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo, In cammino

Clicca sull’immagine per aprire la nostra pagina crowdfunding su PdB

Diverso il suo rilievo. L’enigmatico settenario non è la definizione di un cruciverba. Viene da Storia di una montagna del geografo, anarchico e combattente per la Comune di Parigi Élisée Reclus. A noi è piaciuto subito.
La montagna è un rilievo in tutti i sensi. Si innalza sulle pianure. È un punto di riferimento quando si è in basso e, quando si è in cima, diventa postazione di osservazione panoramica. È fondamentale per il ciclo ecologico che ci tiene in vita. Dà la spinta ai corsi d’acqua, ospita i ghiacciai. Tutte cose di rilievo.

Ma è diversa la montagna. Basta spostarsi, anche di poco, e il contorno muta, emergono dettagli fino a poco prima nascosti. La montagna è storta e per coglierne un’immagine complessiva obbliga al movimento.
È diversa poi perché rifugio degli irregolari, degli sbandati, dei partigiani. È il polmone di libertà di chi è asfissiato dalle costrizioni sociali delle metropoli. È allo stesso tempo confine naturale e cerniera, porta d’accesso ad altre terre. E al cielo.

Alpinismo Molotov è un collettivo di escursionisti con la penna in mano, di lettori con gli scarponi ai piedi che si sono conosciuti prima sulle pagine virtuali di Giap, il blog della Wu Ming Foundation, uniti dalle storie di Point Lenana, Felice Benuzzi e Gian Piero Motti e che poi hanno cominciato a scarpinare e fare cose insieme.
Dal 2014 a oggi sul nostro blog abbiamo scritto récit d’ascension a più voci, abbiamo provato a decostruire logiche di sfruttamento turistico e industriale, abbiamo recensito libri, riflettuto sul paesaggio e su comportamenti umani connessi alla montagna.
A noi della montagna, dell’escursionismo, dell’alpinismo interessa la dimensione sociale. La convivialità, il ritrovarsi, il discutere e scambiarsi esperienze, ed è questa la ragione principale che ci spinge a organizzare la nostra prima festa.
Vogliamo condividere passi, canti, suoni, storie, riflessioni e vogliamo farlo sulle montagne della Valle di Susa, dove il nostro collettivo ha fatto la sua prima uscita tre anni fa. Vogliamo chiamare a raccolta i nostri “compagni di scarpinate” – il rinato sciame apeino, il CAZ – e chi abbiamo incrociato, anche solo virtualmente, in questi anni. Il campo base sarà offerto dalle/dai compagn* dello spazio sociale VisRabbia di Avigliana, dal 2 al 4 di giugno 2017.

Questi tre giorni di festa per noi non hanno prezzo, ma hanno un costo. Chiediamo aiuto a chi segue il nostro blog, a chi vorrà unirsi alla nostra banda disparata, a chi vuole dar vita con noi alla festa. Chiediamo di contribuire con del vil denaro per sostenere le spese organizzative. Le vostre donazioni andranno a coprire i costi tecnici, i rimborsi per gli artisti e gli scrittori che inviteremo e permetteranno a tutte e tutti, scarponi ai piedi e zaino in spalla, di incontrarsi, raccontarsi e, almeno per alcuni giorni, camminare fianco a fianco.

Ecco il programma della festa:

Venerdì 2 giugno
17: apertura della festa
18: spazio libri: Enrico Camanni presenta il suo Alpi ribelli (Laterza, 2016)
20: cena
21,30: Concerti: Anonima Coristi (Val Pellice) + Wu Ming 2 & Frida X (Bologna)

Sabato 3 giugno
9: escursioni (3 mete a scelta)
18: spazio libri: Matteo Melchiorre presenta il suo La via di Schenèr (Marsilio, 2016)
20: cena
21,30: Concerti: Duo Passamontagne (Marsiglia, Milano) + Hooligans’ Mountain (Torino)

Domenica 4 giugno
9: escursioni (3 mete a scelta)
17: merenda e saluti

I pasti saranno offerti dal VisRabbia a prezzi popolari. Sarà possibile campeggiare liberamente.

Per la sottoscrizione abbiamo immaginato tre tagli (15, 25 e 50 euro) con relative ricompense. I dettagli li trovate nella nostra pagina su Produzioni dal basso.

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09 Mar2017

All’universo mondo annunciamo il nostro #diversorilievo in festa

9 Marzo 2017. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo, In cammino

I primi contatti fra i membri di Alpinismo Molotov sono avvenuti in rete, ma nei quasi tre anni di attività del collettivo non avevamo mai sentito l’esigenza di aprire profili dedicati sui social network. Negli ultimi due giorni invece siamo approdati su Twitter e Facebook.

Sono diverse le ragioni che ci hanno spinto allo sbarco: condividere i nostri articoli, segnalare letture interessanti, forse addirittura interagire con le nostre lettrici e i nostri lettori, ma soprattutto in questo momento, ci interessa divulgare all’universo mondo che a giugno ci sarà Diverso il suo rilievo, la prima festa di Alpinismo Molotov.

Dal 2 al 4 giugno, da venerdì a domenica, piazzeremo il nostro campo base allo spazio sociale Vis Rabbia di Avigliana (TO), in bassa Val di Susa. Sarà il punto di partenza e il teatro di una tre giorni di convivialità, gite, discussioni, presentazione di libri, concerti, reading.

Nei prossimi giorni vi racconteremo qualcosa in più e lanceremo la campagna di crowdfunding per sostenere le spese organizzative della festa.

Gli scarponi sono già ai piedi, si parte e si torna insieme.

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02 Feb2017

Lontan dagli schermi, lontani dal cuore

2 Febbraio 2017. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

Da: @inpuntadisella
A: Alpinismo Molotov
Oggetto: Breve info dalle terre di mezzo

Raga’ qua non ho più parola per descrivere la situazione. Due metri di neve e scosse continue. Aiuti zero.

 

Borgo di Elcito, San Saverio Marche (gennaio 2017). Foto di Michele Massettani)

Il messaggio è arrivato mercoledì 18 gennaio e più di qualsiasi altra cronaca veicolata dai media mainstream ci ha trasmesso la vibrazione che percorreva le aree interne di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo. Il nostro compagno @inpuntadisella con poche parole ci ha fatto sentire partecipi della drammaticità della situazione. Nelle nostre risposte abbiamo espresso vicinanza, solidarietà, affetto, ma soprattutto abbiamo chiesto: “cosa può fare Alpinismo Molotov?”.
La stessa domanda l’avevamo posta già sul finire del novembre scorso. @inpuntadisella ci aveva risposto: «Mantenere l’attenzione alta e continuare a parlare di quanto sta accadendo facendo circolare informazioni “di prima mano”».

Continuare a parlare di quanto sta accadendo resta tutt’oggi una priorità. Neve e gelo hanno attirato un po’ l’attenzione, ma come era facile prevedere si trattava di attenzione effimera, già oggi i portali d’informazione dei giornali nazionali mancano di mostrare notizie sulla situazione. Nelle ultime due settimane, a conferma di una narrazione che parla sempre più la lingua della “cronaca nera”, le notizie si sono concentrate in modo particolare su alcuni centri più noti o su eventi tragici come quello dell’Hotel Rigopiano. Certo, la tragicità di quanto avvenuto in quest’ultimo caso giustifica un’ampia copertura informativa, ma non motiva l’assenza di notizie su altre situazioni. Solo le Storie dei borghi di Loredana Lipperini ci pare che provino a dare attenzione ai poderi, alle frazioni, alle borgate.

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26 Gen2017

Tre montagne e il paesaggio disumano: intervista a Matteo Meschiari

26 Gennaio 2017. Written by Redazione_am. Posted in Libri

di Simonetta Radice

 

tre montagne - coverFaccio sempre molta fatica a trovare dei libri di montagna che davvero mi piacciano. Mi annoio da morire con i récit d’ascension, mi irrita la retorica della grande impresa, detesto le descrizioni stereotipate del paesaggio alpino, locus amoenus o locus horridus che sia. Per questi motivi e per molti altri ho amato invece tantissimo Tre Montagne (Fusta Editore, 2015), il primo romanzo di Matteo Meschiari, scrittore, antropologo e studioso del paesaggio.

Il libro è in realtà una raccolta di tre racconti: in Svernamento, un vecchio parte per un’ascensione – forse l’ultima – portando con sé un bagaglio di ricordi forse troppo pesante.  Primo Appennino è invece una rivisitazione dell’epopea di Gilgamesh in chiave partigiana e racconta dell’amicizia di due uomini “dove finiscono le mulattiere”. Pace nella Valle, infine, è il dialogo ritrovato tra un padre e un figlio in un bosco primordiale, per una battuta di caccia che porterà entrambi molto lontano. Per usare le parole dell’autore, il libro è «una stratificazione di geologie personali e temporali molto particolari. La sua origine è assai lontana perché il primo pezzo, Svernamento l’ho scritto nel 2000, poco dopo Pace nella valle mentre Primo Appennino, quello centrale è più recente e risale a circa tre anni fa.»

Tre Montagne colpisce innanzi tutto per la potenza evocativa delle descrizioni d’ambiente. Tanto che viene il dubbio che proprio l’ambiente, lo spazio e la montagna siano i veri protagonisti dell’opera, mentre le persone rischino costantemente di esserne inghiottite.

Ho scritto di questo libro in mailing list e sono stata felicissima quando ho saputo che avrei potuto facilmente intervistare Matteo, per dare voce e condividere alcune suggestioni che mi avevano particolarmente colpita durante la lettura.

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