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06 Apr2018

Diverso il suo rilievo 2018, locandina e programma

6 Aprile 2018. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo


Con la campagna di crowdfunding ci avete rapidamente portato in quota, per la velocità ci ha preso un leggero senso di vertigine, l’obiettivo è oramai prossimo e la prima cosa da scrivere oggi è un ringraziamento a chi ha deciso di sostenerci con slancio. L’obiettivo del crowdfunding, lo ricordiamo, è un obiettivo minimo, questo per dire che potrete continuare a contribuire fino alla data del 6 maggio.

Nel contempo abbiamo stretto le ultime viti al programma e abbiamo domato il caos creativo che ha accompagnato la definizione della locandina della nostra seconda festa nazionale, Diverso il suo rilievo 2018. Ora ci siamo.

Oltre a confermare il settenario preso a prestito dal geografo e comunardo Élisée Reclus, che diviene così il nome della nostra festa annuale, anche la struttura del programma della tre giorni ricalca quello dello scorso anno.

Le novità sono il luogo che ci ospiterà – l’Azienda Agricola “Scolastici” a Casette di Macereto, sui Monti Sibillini – e i temi dei momenti di dibattito principali durante la festa: terremoti e cambiamento climatico.

Innanzitutto i terremoti, con declinazione al plurale perché è sempre importante allargare la visuale. Non poteva essere diversamente dato che sul blog abbiamo ripetuto più volte l’importanza di raccogliere e divulgare “notizie di prima mano” dal cratere del Centro Italia; mettere a confronto quanto successo lì negli ultimi anni con altri eventi sismici – distanti geograficamente o temporalmente – crediamo possa essere un valore aggiunto che potrà essere utile a chi resiste nel cratere.

Altro tema, mai sufficientemente dibattuto, sarà il cambiamento climatico, le sue conseguenze politiche e sociali sulla contemporaneità e sul prossimo futuro. Come si può intuire dagli ospiti chiamati al tavolo per discuterne, l’intenzione è quella di offrire uno sguardo obliquo sul tema, che sviluppi e indaghi la relazione tra geografia e politica.

Ci sarà spazio anche per i “partigiani d’Oltremare”, il rapporto tra montagna e fantastoria, gli esercizi a passo selvatico. Tutte queste storie batteranno il tempo del passo oratorio durante le giornate, quando saremo compagn* di scarpinate.

Per le serate di venerdì e sabato, dopo le cene che saranno offerte a prezzi popolari, parole e musica.

Prossimamente seguiranno la presentazioni delle escursioni che verranno proposte e indicazione più precise sulla logistica per chi parteciperà alla festa.

Ora, ecco a voi locandina e programma.

 PROGRAMMA

Venerdì 1 giugno

Ore 17,00
Apertura della festa

Ore 18,00
Cosa sa di terremoti chi sa solo di terremoti?
Igor Londero + Simone Vecchioni + Michele Serafini

Ore 20,00
Cena

Ore 21,30
Ode alle zampe di capra. Una rilettura pornofemminista della leggenda delle fate di Pretare
Slavina (co-autrice Flaccidia)
Lu Trainanà, tradizioni d’Appennino. Musiche popolari dell’Appennino centrale.

Sabato 2 giugno

Ore 9,00
Escursioni – Tre itinerari a scelta

Ore 18,00
Il clima è cambiato
Italian Limes (Marco Ferrari e Elisa Pasqual, Andrea Bagnato) + Matteo Meschiari + Wu Ming 1

Ore 20,00
Cena

Ore 21,30
Cinque volte Turi Vaccaro + Un viaggio che non promettiamo breve
Wu Ming 1 + Luca Casarotti + Bhutan Clan

Domenica 3 giugno

Ore 9,00
Escursioni – Tre itinerari a scelta

Ore 17,00
Merenda e saluti

Durante le escursioni – sia sabato che domenica – il tempo del passo oratorio sarà battuto da:

Matteo Petracci, Wu Ming 2 – Partigiani d’Oltremare
Davide Gastaldo, Filo Sottile, Mariano Tomatis – Roc Maol e Mompantero / Il codice dell’oro
Matteo Meschiari – Esercizi a passo selvatico

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23 Mar2018

Diverso il suo rilievo 2018: pronti, si parte!

23 Marzo 2018. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo

Dopo aver annunciato con un post la seconda edizione della nostra seconda festa, da oggi entriamo nel vivo della fase di avvicinamento che culminerà nei tre giorni dell’edizione 2018 di Diverso il suo rilievo. Quest’anno faremo base sui Monti Sibillini, nelle Marche. Come abbiamo già scritto, la scelta delle Marche era maturata sull’onda del successo della nostra prima festa, sia per la volontà di contrastare la «strategia dell’abbandono» che per raccogliere in loco informazioni di prima mano sul lunghissimo post-terremoto, una scelta rafforzata nelle ultime settimane da quanto avvenuto a Macerata.
Più in generale, partendo dalla consapevolezza che la narrazione dominante viene dalle pianure e dal centro, riteniamo necessario continuare a tessere una diversa narrazione a partire dai rilievi che increspano la maggior parte del territorio italiano; farlo dagli Appennini, monti spesso esclusi dalle narrazioni, ancor più delle blasonate e fraintese Alpi, siamo convinti sia un passaggio necessario e dovuto.

La struttura del programma della festa ricalcherà quella sperimentata un anno fa, troveranno spazio quindi escursioni a passo oratorio, momenti di confronto e dibattito, concerti e spettacoli serali. Lo spirito sarà quello di compartecipazione, condivisione, scambio e – last but not least – convivialità.

Per scandire la fase di avvicinamento, proporremo via via qui sul blog indicazioni più precise sul programma, gli ospiti e le escursioni che verranno proposte. In questo post iniziamo col fornire alcune indicazioni.

Quando?

1, 2 e 3 giugno. Precisamente dal pomeriggio di venerdì 1 giugno, al tardo pomeriggio di domenica 3 giugno.

Dove?

Diverso il suo rilievo 2018 avrà il suo campo base sull’altopiano di Macereto, situato a circa mille metri di quota sul versante occidentale dei Monti Sibillini e dell’omonimo Parco Nazionale. Di fronte a noi avremo la parete calcarea del versante nord del Monte Bove e tutto intorno i prati e i pascoli in cui da secoli pascolano le greggi e transitano i pellegrini.
L’altopiano è stato anche, nel corso della guerra di Liberazione, campo di lancio per le bande partigiane che operavano nella zona e qui nel marzo del ’44 le truppe nazifasciste uccisero 4 persone nel corso di un rastrellamento.

La festa sarà ospitata dall’Azienda agricola Scolastici che si trova nel territorio del Comune di Pieve Torina e a pochi chilometri dai comuni di Visso, Ussita e Fiastra, tutti fortemente colpiti dalle scosse del terremoto del 2016 e ancora testimoni evidenti di tutte le contraddizioni e i ritardi di questo eterno post-sisma. Proprio le immagini degli animali dell’azienda coperti dalla straordinaria nevicata del gennaio 2017 (in contemporanea con le nuove scosse) fecero il giro del web e contribuirono a rendere chiara la situazione nella zona. Nella realizzazione della tre giorni, oltre alla preziosa collaborazione di Marco Scolastici, verranno coinvolti nella preparazione dei pasti – garantiti a prezzi popolari – i gestori delle strutture ricettive e ristorative della zona, quest’anno la festa di Alpinismo Molotov è anche per loro.

Chi saranno gli/le ospiti?

In rigoroso ordine alfabetico: Buthan Clan, Luca Casarotti, Davide Gastaldo, Italian Limes, Igor Londero, Lu Trainanà, Matteo Meschiari, Matteo Petracci, Michele Serafini, Slavina, Filo Sottile, Mariano Tomatis, Simone Vecchioni, Wu Ming 1, Wu Ming 2.
C’è chi parteciperà a presentazioni, chi allieterà le serate, chi avrà il compito di accompagnare con la parola i gruppi in cammino sui sentieri dei Sibillini, scandendo il ritmo del passo oratorio.

Ci date una mano a coprire le spese organizzative?

Ancor più che per la nostra prima festa, «questi tre giorni di festa per noi non hanno prezzo, ma hanno un costo». Vi chiediamo quindi di contribuire con del vil denaro per sostenere le spese organizzative, partecipando al progetto di crowdfuning su Produzioni dal basso. Quanto raccoglieremo servirà a coprire i costi tecnici, i rimborsi per gli artisti e gli scrittori che inviteremo, rendendo possibile – per tutte e tutti – la partecipazione alla festa.

A proposito del crowdfunding, quest’anno le taglie e le ricompense raddoppiano: oltre a fiaschetta, boccia e bottiglione molotov, ci sarà la possibilità di sottoscrivere per ognuna delle ricompense una versione che comprende una quota + posto tenda a un costo ridotto rispetto al relativo contributo che verrà chiesto in loco per installare la propria tenda. Questo contributo servirà per offrire alcuni servizi (wc, docce) ai partecipanti e coprire i relativi costi.

Non resta che partire, solo percorrendo insieme questo tratto d’avvicinamento sarà possibile aspirare alla buona riuscita dell’edizione 2018 di Diverso il suo rilievo.

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20 Mar2018

Sradicamenti. Alpinismo Molotov Live a Pisogne (Brescia) con Matteo Melchiorre

20 Marzo 2018. Written by Redazione_am. Posted in Libri

Le storie e il modo con cui queste vengono raccontate da Matteo Melchiorre nei suoi libri sono immuni da essenzialismi e derive spiritualistiche. Un’ulteriore conferma l’abbiamo avuta direttamente dalla sua viva voce nel corso della presentazione de La via di Schenèr, nel giugno scorso, durante la nostra festa Diverso il suo rilievo ad Avigliana, dove è parsa evidente la risonanza tra le nostre rispettive vedute. La sua è una ricerca con i piedi ben saldi sulla roccia del materialismo, il suo procedere è sempre esplorativo, scova e segue tracce con un andamento che è un movimento continuo, in fuori e in dentro, in dentro e in fuori. Lui, storico d’archivio di formazione e mestiere, quando presta la sua penna alla narrativa porta con sé la consapevolezza che quella che a volte può apparire un traccia promettente da seguire, a volte non porta da nessuna parte, oppure porta dove non ti saresti mai aspettato portasse. In ogni caso, un’esplorazione che vale sempre lo sforzo di essere – con eleganza e rigore, come è proprio di Melchiorre – raccontata.

Da alcuni mesi è nelle librerie il suo Storia di alberi e della loro terra (Marsilio), un oggetto narrativo non identificato, che oltre a miscelare romanzo, saggio, ricerca storica, rielabora in un ulteriore movimento in dietro e in avanti l’esordio letterario di Melchiorre, quel Requiem per un albero pubblicato nel 2007 per le Edizioni Spartaco. Di Requiem per un albero ne ha scritto il nostro “alberista molotov”, Filo Sottile, e in una frase ha sintetizzato il nocciolo della riflessione che Matteo Melchiorre ripropone, dopo una lunga e profonda revisione e riscrittura (auto)critica, in Storia di alberi e della loro terra:

Il libro ritrae un’assenza, il suggello di un’epoca, l’incombere di un nuovo corso.

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13 Mar2018

È tempo di #AppenninismoMolotov: la seconda festa di Alpinismo Molotov sui Monti Sibillini

13 Marzo 2018. Written by Redazione_am. Posted in In cammino

La prima festa di Alpinismo Molotov – Diverso il suo rilievo – è stata una festa col botto. Ci imbarcammo in questa avventura con slancio e pronti ad affrontare le incognite di un evento dal vivo rivolto a un pubblico ampio e in una dimensione allargata. Ci sembrò doveroso chiedere ospitalità a una realtà parte del movimento No Tav della Valsusa, lo Spazio Vis Rabbia, che si è dimostrato un tassello fondamentale nella buona riuscita della festa e che – ahinoi – ha subito poi un vile attacco incendiario che ha reso la struttura inagibile ma non è riuscito a scalfire il lavoro quotidiano dei compagni e delle compagne di base ad Avigliana.

Nei giorni successivi a Diverso il suo rilievo, con il morale alto e gli animi galvanizzati, ci ripromettemmo (e lo scrivemmo pure) che la festa 2018 si sarebbe tenuta in ambiente appenninico, precisamente sui Monti Sibillini nelle Marche.

Ora che siamo con i piedi e la testa nel 2018, diamo comunicazione ufficiale che – di rincorsa – l’organizzazione della seconda festa di Alpinismo Molotov è in corso. Ci sono ancora parecchie cose da definire, ma intanto possiamo annunciare che l’appuntamento si terrà nel fine settimana 1, 2 e 3 giugno, proprio dove ci eravamo ripromessi di tenerlo, sui Monti Sibillini, in provincia di Macerata. E se un anno fa la scelta era stata dettata dalla volontà di contrastare materialmente la «strategia dell’abbandono» dal centro del cratere, anche attraverso la conoscenza di quei luoghi e di quelle montagne, quest’anno il ritrovarci lì si arricchisce di un significato ulteriore rispetto a quanto successo nelle ultime settimane a Macerata.

Presto arriveranno dettagli sulla festa e verrà lanciata la campagna di crowdfunding per il sostegno delle spese organizzative, nel frattempo, per iniziare a entrare nel clima, quello che vedete nella fotografia qui sotto è il panorama che si presenterà agli occhi di chi parteciperà alla festa.

Al momento non vi rimane che iniziare col segnarvi le date in agenda e spargere la voce.

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20 Feb2018

Il confine è stato calpestato. Cronaca di una giornata tra Ventimiglia e Mentone

20 Febbraio 2018. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

di Alberto “Abo” Di Monte

L’appuntamento a Ventimiglia è al parcheggio di via Tenda ma noi arriviamo abbastanza presto da riuscire prima a salutare il mare, calmo all’orizzonte e già schiumoso a riva. Registro i suoi suoni. Tra le auto parcheggiate sotto i piloni della Statale 20 si respira l’aria delle grandi occasioni: non è una manifestazione eppure non sarà “solo” un’escursione. Almeno questo è chiaro a tutti. Al ritmo dei su e giù del passaggio a livello arrivano le prime auto da Genova e Milano, Torino, Savona e chissà da dov’altro.

Tra i capannelli, scrutati con occhi curiosi dagli agenti in borghese, si scambiano sorrisi, sacchi a pelo e generi di conforto: qui abitano gli informali, da qui ripartono a piedi i respinti di ieri alla volta del confine di stato. Tra di noi c’è chi qui ci si spende quotidianamente, eppure una distinzione precisa permane tra chi può fare il gesto di valicare la barriera e chi no. In questa linea, anche più ostile del filo spinato, c’è tutta l’impermanenza dei nostri simboli, c’è l’impossibilità, per un’escursione organizzata e pubblica, di infrangere oggi i tanti confini che ci portiamo con noi, ci sono gli effetti che la repressione ha scatenato contro la saldatura tra nativi e migranti.

Niente megafono al parcheggio ma un’attesa sempre troppo lunga per organizzare la carovana, infine si parte: Villa Boccanegra, Latte, Mortola inferiore, bivio per Grimaldi. L’ultima frazione prima del Ponte di San Luigi si affaccia da 200 metri sul livello del mare sopra i Balzi rossi. Il posteggio di trenta auto sulle curve dell’ultima strada è un’esperienza da assaporare con calma. Arrivano un paio di telecamere, altri due “in borghese” con buffe borsette a tracolla, qualche locale affacciato per interpretare una comitiva tanto numerosa e improbabile. La notizia nei giorni scorsi è uscita scompostamente sui notiziari della riviera e non solo, a fine giornata si parlerà di tante e tanti camminatori sodali a pulire tutto il sentiero usato da chi fugge dallo stivale. Sky invece rinuncia. Nessuno gli vuole parlare? Non è tanto quello, non prende bene la rete per fare la diretta quindi la news non c’è.

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14 Feb2018

Scarponi pesanti, c’è da pestare un confine. Con CAZ e Ape Milano

14 Febbraio 2018. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

L’idea che le montagne possano essere considerate un “confine naturale” l’abbiamo sempre respinta, che siano “sacri confini” addirittura aborrita. Alla vista del nostro sguardo obliquo le montagne sono cerniere, tutt’al più ostacoli fisici che vanno aggirati, forzando quei dispositivi di sorveglianza che in tempi e modi diversi hanno reso più o meno difficoltoso il flusso di uomini e donne.
Nel 2016 pubblicammo un récit dal titolo Zigzagando sul confine italo-francese. Récit dal Sentiero degli Alpini, in un passaggio Mariano Tomatis raccontò:

Il sentiero gioca a zig-zag con il confine, e dove ci fermiamo a mangiare (al passo di Fonte Dragurina, 1810 m.) si può appoggiare lo zaino in Italia e i bastoncini in Francia – all’interno dello stesso metro quadrato. Di più: a confermarci la sua discutibile natura, il confine è contrassegnato da un cippo mobile; sui due lati, le lettere “I” e “F” osservano ciascuna i Paesi di cui sono le iniziali, ma un escursionista burlone potrebbe farlo ruotare su se stesso e invertirne gli sguardi (o addirittura modificarne la posizione!) Divelto dal terreno chissà quando, ha perso ogni fermezza – e con essa qualunque forza normativa.

Negli ultimi mesi ci siamo occupati e abbiamo seguito quanto accade al Colle della Scala, confine italofrancese, dove migranti braccati dalla polizia – ma più spesso dalla gendarmerie francese – tentano di forzare la frontiera e, partendo da Bardonecchia, raggiungere la Francia. Anche in questo caso la «forza normativa» di quella linea invisibile si mostra variabile a seconda dello status di chi prova a oltrepassarla: per gli escursionisti la barriera è invisibile e priva di valore effettivo, per chi è privo di documenti – sans-papiers – la sua efficacia e persuasività nel separare e respingere è tanto reale quanto disumana.

Per le ragioni fin qui riportate abbiamo partecipato convintamente – in delegazione – alla Marcia Briser les Frontières che si è tenuta lo scorso il 14 gennaio, che abbiamo poi raccontato nel post Il rumore dei passi sulla neve. Récit dalla marcia di “Briser les frontières” per la libertà di circolazione.

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