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08 Mag2018

A passo svelto verso il #DiversoRilievo2018: alcune indicazioni e raccomandazioni

8 Maggio 2018. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo

La salita è stata regolare, il passo sostenuto. E così, dopo la chiusura della campagna di crowdfunding a sostegno di Diverso il suo rilievo 2018, ci siamo trovati a poco meno che a quota 3.000, ben più in alto dell’obiettivo “minimo” di € 2.000 che ci eravamo posti. Soprattutto, in 82 ci hanno sostenuto rendendo questo avvicinamento un’allegra e serena scarpinata.
Ringraziamo tutt* per il sostegno, ogni cammino, se condiviso, è più piacevole e meno faticoso.

Ora entriamo nel vivo dei preparativi della nostra festa nazionale, ma anche dei preparativi per chi ha deciso di parteciparvi. A seguire, quindi, un riepilogo di come funzionerà la festa, alcune raccomandazioni e indicazioni per una partecipazione consapevole e condivisa. Per il dettaglio delle escursioni che proporremo durante la tre giorni, c’è da attendere ancora un po’ di tempo. Per il resto, preparate gli zaini, oramai non manca molto e poi sarà #DiversoRilievo2018!

Diverso il suo rilievo 2018

Diverso il suo rilievo 2018 si terrà, come già annunciato, all’interno dell’Azienda Agricola Scolastici sull’altipiano di Macereto, a circa mille metri di quota ai margini del confine nord del Parco Nazionale dei Sibillini. Questo territorio, già in condizioni normali molto delicato, a seguito del sisma del 2016 ha molteplici criticità aggiuntive e pertanto da parte di tutte e tutti è necessaria la massima attenzione e il massimo rispetto. Inoltre noi siamo abituati a calpestare i confini, quindi poco importa se ci troviamo all’interno dell’area Parco o nelle sue vicinanze, la salvaguardia dell’ambiente naturale non ha frontiere. Trovarsi all’interno di un’azienda agricola oltre ad essere un’esperienza straordinaria, in particolar modo in un contesto naturalistico come quello di Macereto, comporta una serie di ulteriori accortezze da considerare.

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03 Mag2018

Defend solidarity: libertà per Eleonora, Theo e Bastien

3 Maggio 2018. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

Nella giornata di ieri ha iniziato a circolare una lettera aperta in solidarietà a Eleonora, Theo e Bastien, agli arresti in Francia con l’accusa di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in banda organizzata» per aver forzato il confine italo-francese durante la carovana antifascista da Claviere a Briançon svoltasi domenica 22 aprile.

Subito dopo quella giornata abbiamo ribadito la necessità di defascistizzare ogni rilievo terrestre e calpestare i confini, non possiamo ora che solidarizzare con chi, facendo questo, rischia anni di galera. Iniziamo a farlo sottoscrivendo a nome di tutta la banda di Alpinismo Molotov la lettera aperta pubblicata  su comune-info.net, che pubblichiamo qui a seguire.

Libertà per Eleonora, Theo e Bastien!

Lettera sull’arresto dei tre di Briançon

Lo scorso 21 aprile i militanti di un gruppuscolo neo-fascista e suprematista hanno inscenato un’operazione di “blocco delle frontiere” tra la Francia e l’Italia.

Il giorno dopo, un gruppo di abitanti delle valli vicine, impegnati nella solidarietà concreta con i migranti in transito, attraversano simbolicamente la frontiera insieme a una cinquantina di migranti e arrivano senza alcun problema fino a Briancon, dove la gendarmerie francese effettua sei fermi di polizia in maniera completamente arbitraria.

L’accusa del procuratore è semplice quanto brutale nella sua chiarezza: aiuto all’immigrazione illegale con l’aggravante di aver compiuto il fatto in maniera collettiva (“en bande organisée”).

Per tre dei fermati Eleonora, Théo e Bastien viene convalidato l’arresto, con detenzione in carcere fino all’inizio del processo che si svolgerà il 31 maggio nella cittadina di Gap. Rischiano fino a 10 anni di prigione e 750.000 euro di multa.

Noi siamo e ci sentiamo tutti gente di montagna, accompagniamo da secoli chi deve oltrepassare le frontiere per mettersi in salvo. Le montagne ci aiutano con i loro sentieri innumerevoli. Continueremo a farlo. Rivendichiamo come legittimo il nostro aiuto. Dichiariamo illegittima la legge che ci incrimina, perché contraria alla fraternità. Come in mare così in terra: dichiariamo che proseguiremo a soccorrere chi ha bisogno dei nostri sentieri.

Non esistono i clandestini. Esistono ospiti di passaggio sulle nostre montagne.

Tra i firmatari: Erri De Luca (scrittore), Moni Ovadia (attore e scrittore), Andrea Segre (regista), Fiorella Mannoia (cantante), Giulio Marcon (deputato alla camera), ZeroCalcare (fumettista), Nicoletta Dosio (NOTAV), Alex Zanotelli (missionario), Marco Aime (antropologo) Domenico Lucano (sindaco Riace)

Per aderire firmaperitre@gmail.com

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26 Apr2018

«Nessun uomo è un’isola ma ogni persona è una montagna». Intervista a Slavina

26 Aprile 2018. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo, Narrazioni

Durante la nostra festa, Diverso il suo rilievo 2018, nella giornata di venerdì 1 giugno è in programma un monologo inedito di Slavina (inizialmente previsto per sabato 2, è stato spostato a venerdì per ragioni organizzative), attivista postporno originaria di Pretare, paese ai piedi del monte Vettore. Preparato in collaborazione con Flaccidia, il monologo s’intitola Ode alle zampe di capra. Una rilettura pornofemminista della leggenda delle fate di Pretare (poi vedete voi se lasciare o meno il porno).

In attesa di poter assistere alla performance, abbiamo rivolto alcune domande a Slavina, cercando di indagare il suo rapporto e quello del suo lavoro con la montagna.

Buona lettura.

AM: Nei tuoi lavori non ci sono collegamenti evidenti con la montagna. Come mai hai scelto la festa di alpinismo molotov per presentare il nuovo spettacolo che stai scrivendo? Cosa puoi anticiparcene?

Slavina: Sono cresciuta in mezzo ai Sibillini. Uno dei miei nonni era originario di Pretare, una frazione di Arquata del Tronto (comune devastato dal terremoto del 2016) e ho passato lì tutte le estati dei primi anni della mia vita. La sagoma del monte Vettore come appariva da quel versante la potrei disegnare a memoria.
Io durante l’anno abitavo in un quartiere della periferia di Roma, ero una bambina di città e per me la montagna ha sempre significato non solo il contatto con la natura ma soprattutto la libertà di movimento. Essendo l’ambiente dei Sibillini il primo spazio in cui nella vita mi sono sentita libera ci tornavo sempre volentieri.
Poi 13 anni fa sono emigrata a Barcellona e pur tornando spesso in Italia il legame con quello che per me era un luogo vivo di memorie si è decisamente allentato. Poi il sisma ha distrutto la casa di famiglia e la relazione si è spezzata in maniera molto violenta. Mi era rimasta solo una ferita…
Allora quando ho saputo che la festa di Alpinismo Molotov si sarebbe tenuta sui Sibillini ho pensato che sarebbe stato bello tornare “a casa” potendo condividere con delle creature simili una storia che volevo raccontare da tanto tempo.
Perché il monologo che presenterò alla festa non è parte di nessuno spettacolo, almeno non ancora, ma è un esperimento di storytelling illustrato che sto preparando in collaborazione con Flaccidia [qui il suo blog], artista grafica originaria di Macerata con cui avevo voglia di lavorare da anni. Ed è bello e non casuale forse che dopo esserci cercate nel mondo riusciamo a ritrovarci alle radici, per raccontare una storia di donne libere delle/sulle montagne.

Slavina diciottenne a Pretare

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23 Apr2018

Defascistizzare ogni rilievo terrestre, calpestare ogni confine. Sui fatti di Briançon

23 Aprile 2018. Written by Redazione_am. Posted in Staffette

Da tempo segnaliamo, finora poco ascoltati, un crescente attivismo di fascisti e neonazisti in montagna e il ritorno di una retorica “alpinazi” che vede nelle catene montuose barriere che preservino le disuguaglianza tra gli esseri umani, anziché luoghi dove salire insieme e incontrarsi, luoghi dove ribadire la presa del potere anziché luoghi di resistenza.
Dal canto nostro, abbiamo in odio le catene e la riproposizione di quelle retoriche che un secolo fa fecero delle Alpi un sanguinoso fronte di battaglia, dove si opponevano bandiere differenti rappresentanti il medesimo nazionalismo. Non a caso, in tanti, troppi, a partire dal 2015, paiono intenti a celebrare il centenario della Grande guerra più che a ricordarne l’assurdità e l’orrore.

I muri e le barriere, che in questi ultimi anni abbiamo visto ergere e fortificare a diverse latitudini, ripropongono e prevedono l’impiego di tutti gli arnesi retorici del nazionalismo: monti come muri figurati – da espugnare per conquistare e sottomettere chi vive sul declivio opposto o da difendere come quote e confini –, monti come «sacri e immutabili confini». Sono anni, questi che viviamo, segnati da un brutto fiorire di immaginari stonati che riguardano le montagne e la loro rappresentazione: drappi tricolori in Adamello, montagne ridotte ad altari alla patria, rievocazioni di battaglie ed eroismi arditi.

Non c’è da stupirsi allora se lugubri personaggi neri, novelli Muscadins, inneggiano a barriere, scimmiottano prese di potere, recintano luoghi. Sanno bene che la messa in scena troverà un pubblico tra la nutrita armata di sonnambuli che l’apprezzerà. Perché la retorica sporca di nazionalismo di cui poco sopra rappresenta una perfetto ambiente di cultura per gli “alpinazi”: il monolite ideale davanti a cui genuflettersi per i camerati è quello, ci si mimetizzano bene, ci si trovano a casa.

Per noi la montagna è altro, è innanzitutto luogo di memoria e di resistenza, di incontro e confronto. È solidarietà.

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20 Apr2018

Un luogo è un campo di forze che confliggono.
Sul perché del #DiversoRilievo2018 nelle Marche

20 Aprile 2018. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo

Nel post Diverso il suo rilievo 2018: pronti, si parte! abbiamo indicato brevemente quali sono le ragioni che ci hanno fatto decidere – subito dopo il successo della prima festa nazionale di Alpinismo Molotov – dove si sarebbe tenuta l’edizione 2018 della nostra festa. Innanzitutto, sugli Appennini, perché siamo convinti – come abbiamo già scritto molte volte – che se la voce della montagna in generale è presa in ostaggio dalla narrazione che proviene dai “centri” e dalla “pianura”, questo è ancor più vero per la seconda catena montuosa italiana, che spesso deve subire la visibilità delle più blasonate Alpi.

Andando via via restringendo la localizzazione, la scelta doveva ricadere sugli Appennini centrali, lì dove a partire dall’agosto 2016 si sono susseguite scosse di terremoto che hanno devastato il territorio, con pesantissime ripercussioni sociali per gli abitanti di quelle aree. È un tema a cui abbiamo cercato di dare spazio sul blog, in primo luogo offrendoci come amplificatore di “notizie di prima mano” provenienti dal centro del cratere, ossia dei racconti di chi in loco ha immediatamente iniziato a costituire una rete autonoma di resistenza e opposizione sociale all’infinita gestione emergenziale, denunciando la «strategia dell’abbandono».

Va ribadito che contribuire a dare forza ai messaggi di resistenza provenienti dal cratere rimane tuttora fondamentale, sia perché fuori dai canali d’informazione indipendenti si sono alternate – e continuano ad alternarsi – fasi di silenzio a fasi di sensazionalismo spinto, con la conseguenza che ogni segnale che proviene dal cratere rischia di perdersi nel rumore generato, sia perché riteniamo che sia una forma di ingiustizia subita – e insopportabile – la sostituzione della voce di chi è coinvolto direttamente nel dramma della disastrosa gestione del post-terremoto con quella terza e fredda della narrazione giornalistica mainstream.

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11 Apr2018

Picchi di frequenza si ferma (per ora) a 100.

11 Aprile 2018. Written by Redazione_am. Posted in Diverso il suo rilievo

Per chi ama la montagna ed è sempre in cerca di parole che la raccontino in maniera inconsueta e che forzino gli schemi fissi in cui la sua narrazione è spesso tenuta prigioniera, l’ascolto della trasmissione radiofonica Picchi di frequenza negli ultimi anni è diventato un appuntamento fisso. Messa in onda ogni venerdì sera a partire dal settembre 2015 sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, la trasmissione si può ascoltare anche in podcast (e riascoltare, a partire dalla puntata numero 1). Settimana dopo settimana Picchi di frequenza è arrivata ora alla puntata 98, letteralmente a due passi dal centesimo appuntamento.

Nella puntata di questa settimana potete sentire l’intervista a Simonetta, che racconta quello che sarà Diverso il suo rilievo 2018, la nostra festa che quest’anno si svolgerà sui Monti Sibillini.

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